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edoardo erba

   
   

Rosalyn

Esther O'Sullivan, una scrittrice americana di successo, viene accusata dalla Polizia di un omicidio avvenuto anni prima. Per discolparsi, rievoca la storia del suo incontro con Rosalyn, una donna delle pulizie goffa e sprovveduta conosciuta il giorno della presentazione di un libro sulla Vera Natura del Sé. Rosalyn aveva confidato ad Esther la sua relazione clandestina con Ben, un uomo bugiardo e perverso che le sottoponeva continuamente a violenze fisiche e psicologiche. Esther, inorridita, aveva invitato Rosalyn a reagire. Di ciò che era successo dopo, dell'imprevedibile evoluzione di Rosalyn, Esther non vorrebbe proprio raccontare...

Prima rappresentazione:
Teatro Tirinnanzi di Legnano, 28 Febbraio 2017
con Marina Massironi e Alessandra Faiella
Regia di Serena Sinigaglia

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Locandiera B&B

In un'antica villa che sta per essere trasformata in albergo, Mira si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d'affari. Il marito non si è presentato e tocca a lei gestire una serata di cui non capisce clima e finalità. Il suo unico punto di riferimento, il contabile della società, a metà della cena se ne va senza spiegazioni lasciandola in balia degli ospiti. Finché arriva uno sconosciuto che le chiede una stanza per riposare. I due sembrano irresistibilmente attratti e Mira si appoggia a lui per affrontare una situazione al limite del lecito, mentre via via si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente. Col procedere della notte, il gioco si fa sempre più pericoloso e ineluttabile. Ma che parte ha Mira? Davvero è così ingenua e sprovveduta come ci ha lasciato credere?

Prima rappresentazione:
Teatro Parravano di Caserta, 13 Gennaio 2017
con Laura Morante, Bruno Armando, Danilo Nigrelli, Roberto Salemi, Vincenzo Ferrara, Eugenia Costantini, Giulia Andò.
Regia di Roberto Andò

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La Repubblica - 26 febbraio 2017

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Utoya

Il 22 luglio del 2011 nell'isola di Utoya in Norvegia un criminale di estrema destra uccide a fucilate sessantanove dei cinquecentosessanta ragazzi pacificamente radunati in un campeggio del partito socialista. Raccontandoci la vita di tre coppie sfiorate dalla tragedia, l'autore ci fa rivere l'atroce episodio in un'emozionate e drammatica serata di teatro: due genitori che hanno mandato la figlia al campeggio, due poliziotti sulla riva di fronte all'isola durante la strage, due fratelli la cui proprietà è confinante con quella dell'assassino vengono travolti dall'incalzare degli eventi. La loro vita non potrà più essere quella di prima, quel pomeriggio segna un punto di non ritorno. Per loro e per la Norvegia intera.

Prima rappresentazione:
Teatro Magnolfi di Prato, 2015
con Arianna Scomegna e Mattia Fabbris
Regia di Serena Sinigaglia

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Nove

Il testo si compone di nove piccole e soprendenti commedie. Gli interpreti sono sempre due, un uomo e una donna, ma le situazioni che devono affrontare e i loro rapporti sono in ogni pezzo molto differenti. Solo lo stile è comune: l'autore parte da situazioni quotidiane molto riconoscibili e "flettendo" la realtà fa decollare la vicenda, che in pochi minuti sconfina nel surreale. L'abilità della scrittura sta tutta nella rapidità della costruzione: nessun mattone è sprecato, e ogni dettaglio ha una doppia lettura, che si rivela appieno solo nel finale.

Prima rappresentazione:
Teatro Nido dell'Aquila di Todi, 2015
con Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio
Regia di Mauro Avogadro

 
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Italia anni dieci

Un industriale non trova il coraggio di parlare con nessuno del suo imminente fallimento e non riesce a trovare il coraggio di suicidarsi. Su insistenza della moglie, assume una ragazza disoccupata, la quale si tuffa nell'attività senza sapere che l'azienda per cui lavora sta per chiudere. Finché la madre della ragazza, venuta a conoscenza della realtà, non decide di impiegare i suoi risparmi per aiutare l'industriale in cambio del posto fisso per la figlia.

Prima rappresentazione
Teatro Ringhiera di Milano, 2014
con Mattia Fabris, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Beatrice Schiros, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan
Regia di Serena Sinigaglia

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http://www.nonsolocinema.com/Italia-anni-dieci-di-Edoardo-Erba_29428.html

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VeraVuz

Dopo anni di silenzio Manuel e Isidro - gli ultimi due parlanti di una lingua in estinzione nel Tabasco, in Messico - parlano per l’ultima volta una lingua che solo loro capiscono. Tratto da una notizia di cronaca, il lavoro è ambientato in Messico ma scritto in pavese, il dialetto della città natale dell'autore.

Prima rappresentazione
Teatro Out Off di Milano, 2014
con Gigio Alberti, Maio Sala e Monica Bonomi
Regia di Lorenzo Loris

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http://www.delteatro.it/2014/01/20/vera-vuz/

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Tante belle cose

Orsina è una "hoarder", un'accumultarice di cose, ma non è cosciente del suo disagio. Per costringerla a cambiare casa i vicini, che mal sopportano la sua mania di accumulare e la ritengono responsabile della sporcizia e degli olezzi della palazzina, ingaggiano un amministratore pieno di debiti e ricattabile, Aristide. Ma questi, intenerito da Orsina, invece di lavorare per sfrattarla, si illude di poterla aiutare a sgomberare tutto.

Prima rappresentazione:
Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, 2011
Con Maria Amelia Monti, Gianfelice Imparato, Carlina Torta, Valerio Santoro.
Regia di Alessandro D'Alatri

Una commedia scritta con garbo che ci invita a guardare l'hoarder che è in noi...
(Magda Poli, Corriere della Sera, 24 dicembre 2011)

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Il Corriere dell Sera - 24 dicembre 2011

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Trote

Un meccanico quarantenne, Maurizio, si trova per le mani analisi mediche che lasciano poche speranze: non sono le sue, come ha creduto in un primo momento, ma di uno sconosciuto a cui decide di farle avere. Incontrato sulle rive dell’Aniene lo sconosciuto Luigi - un pescatore sessantenne, euforico per l’imminente matrimonio con una donna romena - Maurizio non ha il coraggio di consegnargliele. Un anno dopo tocca a Luigi portare cattive notizie all'altro: non si tratta di analisi stavolta, perché qualcosa di più strano e conturbante, nel frattempo, è successo.

Prima rappresentazione:
Teatro Manlio di Magliano Sabina, 2010
con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Anna Maria Ghirar.
Regia Triestino e Pistoia

L'incontro, sorretto da un dialogo vivace ora divertente come una commedia degli equivoci, ora drammatico come possono esserlo le soprese della vita, ironico, dolceamaro, porta a un malinconico, poetico finale, in cui la vertià è in mano ai fantasmi, perché vive solo al di là delle apparenze.
(Paolo Petroni, Corriere della sera, 28 maggio 2011)

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L'Unità - 14 maggio 2011
La Stampa - 22 maggio 2011
Il Corriere della Sera - 28 maggio 2011

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In treno con Albert

Italia, 1895. Einstein sedicenne, passeggero su un treno che lo porta da Milano a Genova, incontra una ragazza che gli fa battere il cuore e assiste allo strano episodio di un presunto furto. L’inchiesta che ne deriva, e che lo vede protagonista, gli fa prematuramente intuire il principio della Relatività.

Prima rappresentazione: Teatro Litta di Milano, 2010
con Silvia Mazzotta, Mirko Soldano, Beniamino Zannoni, Philip Sutton.
Regia di Imogen Kush

Piace ad Edoardo Erba giocare con la vita dei personaggi storici... Inventa un Einstein sedicenne che esprime un'intuizione informale del principio di relatività...
(Franco Quadri, La Repubblica, 27 febbraio 2010)

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La Repubblica - 27 febbraio 2010

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Michelina

Commedia musicale.
Italia, 1948. Per fare un santo ci vogliono tre miracoli, e suor Ercolina ne ha solo due. Nella ricerca del terzo, il cardinal Dorigo finisce per incontrare Michelina, una mondina lombarda che si è improvvisata soubrette e batte le balere di terz’ordine al seguito di un cantante sentimentale. Dorigo e Michelina si innamorano. La gerarchia tenta di dividerli, ma sarà proprio la santa ad unirli definitivamente. Perché il vero miracolo è l’amore.

Prima rappresentazione: Teatro degli Animosi di Carrara, 2008
con Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia, Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Annalisa Amodio.
Regia di Alessandro Benvenuti
Musiche di Federico Odling

Si gioca al ben collaudato gioco del teatro nel teatro in un'Italia del dopoguerra ingenua, furbastra e affamata, scherzando coi preti e coi santi...
(Magda Poli, Corriere della sera, 11 gennaio 2009)

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Il Corriere della Sera - 11 gennaio 2009
La Stampa - 8 gennaio 2009

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Parete nord

Un cinquantenne spaccone e impreparato porta il figlio di dieci anni, timido e miope, a scalare una parete. Il bambino perde gli occhiali e si trova a dover procedere sotto la guida di un padre che ha perso la via e ha davanti difficoltà che non riesce a superare. Progressivamente il piccolo si rende conto che sulla Parete Nord, come nella vita, dovrà continuare da solo.

Prima rappresentazione: Teatro Due di Parma, 2008
con Bruno Armando, Lorenzo Ficini, Piero Maggiò.
Regia di Edoardo Erba

Uno riuscito atto unico scritto con dialoghi serrati che si inzuppano della fatica dei due protagonisti, impegnati in una sfida che va ben oltre la montagna, e messo in scena dallo stesso autore in una atmosfera onirica e febbrile.
(Magda Poli, Corriere della sera, 23 Marzo 2008)

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Il Sole 24 ore - 23 marzo 2008
Il Corriere della Sera - 23 marzo 2008

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Dramma italiano

Siamo a Fiume, nel 1948, in una casa dove coabitano varie famiglie. Polan, il nuovo venuto, incontra Elsa, un’attrice che ha perso la capacità di parlare per un’emorragia cerebrale. Mentre gli altri personaggi sono nel dubbio se restare nella Yugoslavia di Tito dove si parlerà croato o emigrare in italia, Polan si applica a insegnare di nuovo l’italiano all’ex attrice muta.

Prima rappresentazione: Teatro Ivan Zajc di Fiume, 2006
con Mirko Sodano, Elvia Nacinovich, Bruno Nacinovich, Sara Bellodi, Rosanna Bubola, Alida Delcaro, Teodor Tiani, Toni Plesic, Lucio Salma, Elena Brumini.
Regia di Lorenzo Loris

Edoardo Erba ha visto giusto. Quegli anni messi in scena raccontano senza eccessivo condimento che altera il sapore, la disperazione che è stata companatico di gente che, superata la guerra, si è trovata ad affrontare ancora un’altra battaglia… Ha colto nel segno senza esagerare, senza forzare, senza pateticità.
(Carla Rotta, La voce del Popolo, 5 dicembre 2006)

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Palcoscenico - 5 dicembre 2006

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Margherita e il gallo

Premio Olimpici del Teatro 2007

Siamo a Firenze nel 15O0. Per ottenere un incarico a corte il tipografo Annibale promette di concedere l'intimità posteriore della moglie a un Visconte molto infulente. Un'improvvisa defezione della donna la sera dell'appuntamento costringe il tipografo a servirsi per lo stesso stesso scopo di Margarita, la bella serva appena venuta dalla campagna. Margarita, che è figlia di una strega, capisce l'antifona e non sapendo come cavarsi d'impiccio, tenta una carta disperata: prova a trasformarsi in Annibale con l'incantesimo che ha visto fare a sua madre. La magia ha successo.

Prima rappresentazione: Carrara, Teatro degli Animosi 2006
Con Maria Amelia Monti, Gianfelice Imparato, Francesco Meoni, Franco Barbero, Giulia Weber.
Regia di Ugo Chiti

... scrivere una commedia in stile rinascimentale, in bilico tra l’Aretino e Macchiavelli, con tanto di intreccio piccante, la giusta dose di beffa, un linguaggio basso per i servi e uno alto per i padroni è una sfida che Edoardo Erba ha pienamente vinto......
(Magda Poli, Corriere della Sera, 26 Marzo 2006)

... un prodigio di agilità e leggerezza da parte dell’autore... (Nico Garrone, La Repubblica, 6 Marzo 2006)

... Erba possiede intelligenza, felicità di scrittura, e una carica fantastica che gli fa compiere spesso gicose e pensose incursioni in tempi lontani per creare chiaroscuri e analogie con l’attualità...

(Sergio Colomba, Il Resto del Carlino e La Nazione, 10 marzo 2006)

... Bel colpo. Esponente di punta della nostra negletta drammaturgia contemporanea Edoardo Erba firma una delle più belle novità italiane di questi anni...
(Ugo Ronfani, Il Giorno, 14 marzo 2006)

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La Repubblica - 6 marzo 2006
Il Corriere della sera - 26 marzo 2006
La Nazione - 10 marzo 2006

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Senza Hitler

Premio Speciale della Giuria Riccione 2001

In una dimensione parallela, Hitler viene promosso all'esame dell'accademia di Belle Arti e realizza il sogno della sua giovinezza: diventare pittore. Dipinge quello che nella nostra dimensione ha fatto: guerra lampo, campi, massacri, camere a gas. A sessant'anni, quando sta per emergere dall'anonimato dopo una vita di frustrazioni artistiche, viene intervistato da una giovane giornalista emergente: Anne Frank.

Prima rappresentazione: Teatro Flaiano di Roma 2006
con: Andrea Tidona, Carla Cassola, Valentina Bardi, Giovanni Carta.
Regia di Armando Pugliese

...Erba reinventa l’esistenza del micidiale Don Chisciotte di Monaco attribuendogli una carriera di pittore mediocre… In questo crepuscolo di dei mancati, restituisce il ritratto di un genio di bassa lega, e plasma il rifugio di una sottocopia di Shiele o di Grosz ...
(Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 20 novembre 2006)

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La Repubblica - 20 novembre 2006

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Animali nella nebbia

In un giorno di nebbia si svolgono contemporaneamente due eventi: una battuta di caccia e una sacra rappresentazione. Ma la caccia è disturbata dalla presenza di un ragazzo combattivo che col tamburo mette in fuga gli animali. E la sacra rappresentazione è complicata dall'intervento di una scenografa improvvisata che di sua iniziativa decide di appendere tre uomini a croci che dovrebbero essere vuote. Scende il buio e la nebbia crea un muro che impedisce ogni spostamento. Mentre la scenografa passa una notte di violenza e di oscuri presentimenti con un cacciatore e sua moglie, la processione viene sospesa. Ma poichè nessuno sa dei tre appesi, nessuno li soccorre. Il teatro diventa realtà, e la rappresentazione si trasforma in vera passione.

Prima Rappresentazione: Teatro Metastasio di Prato, 2005
con Pamelia Villoresi, Mauro Malinverno, Fernando Maraghini, Valentina Banci, Francesco Borci, Francesco Cortopassi.
Regia di Paolo Magelli

... un finale drammatico che sbuca da premesse di acre comicità, tra crisi e scoperte sentimentali, condotto dall’autore con abilità da equilibrista...
Franco Quadri, La Repubblica, 14 Novembre 2005)

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Muratori

Due muratori sono al lavoro di notte per chiudere con un muro il palcoscenico di un teatro in disuso: l'area è stata ceduta al supermercato confinante che deve ampliare il magazzino. Ma in teatro ci sono presenze pronte a uscire come topi per spalancare voragini di emozioni. E i due muratori sono protagonisti dell' incontro con una enigmatica e sensuale signorina Giulia che li travolge e li cambia.

Prima rappresentazione: Teatro Due di Roma, 2002
con: Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Melania Giglio.
Regia di Massimo Venturiello

... la scrittura scenica di Edoardo Erba ha il talento di conciliare la naturalezza della vita quotidiana con la verità dei sentimenti umani come avviene nella trascinante commedia Muratori...
(Tiberia De Matteis, Il Tempo , 29 novembre 2002)

... l'intelligente e divertente testo, che si pone con indubbia originalità nel panorama della stagione teatrale...
(Renato Ribaud, L'Avanti, 1 dicembre 2002)

... Edoardo Erba punta sul sogno invincibile del teatro, capace di illudere e coinvolgere, e lo fa con garbo, una vena comica e sentimentale, un'ironia e capacità di sostenere sino alla fine il lavoro, che diventa spettacolo di rara godibilità...
(Paolo Petroni, Corriere della Sera- Roma, 30 novembre 2002)

... divertente e misuratissima parabola con la quale Massimo Venturiello debutta nella regia... sulla base di uno spunto semplice quanto felice, Erba riesce a fare la quadratura del cerchio...

(Rossella Battisti, L'Unità , 4 dicembre 2002)

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La Repubblica - 08 aprile 2005
L' Unità - 16 febbraio 2004
Il tempo - 29 novembre 2002

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Dejavu

Premio Candoni 1999

Due amanti, un ragazzo e una donna in età, si ritrovano nel giardino di una villa. Il ragazzo è sposato e ha mille remore a tradire la moglie. La donna invece lo vorrebbe tutto per sé e cerca di trattenerlo. I due si appisolano sul prato e si risvegliano in una notte drammatica: mentre balena il sospetto che siano madre e figlio, un prete in fuga rivela che un'incidente nucleare ha contaminato la zona. Sono svegli oppure stanno sognando? Se è un incubo, la realtà è ancora peggiore...

Prima rappresentazione: in forma di lettura scenica: Teatro San Giorgio di Udine, 1999
con Lidia Coslovich, Gabriele Benedetti, Emanuele Carucci Viterbi.
Regia di Rita Maffei.

Questa riproposta di un archetipo della tragedia è lontana dall'artificiosità letteraria dei molti rifacimenti attulalizzati dei classici, come da una lettura artatamente psicanalitiva: mantiene il peso dell'allusione al già visto nell'ambito di un realtà che si scolora e sbiadisce davanti ai sintomi di morte di cui è soffusa la ricomparasa postuma dei due personaggi, increduli fantasmi di se stessi, forse proiettati sulla scena da un'altra vita meno interessata alle certezze ma sottratta ormai alla libertà di scelta, dove teatro e relatà si confondono con emozionato stupore che rimbalza sull'azione
(Franco Quadri, introduzione a "Maratona di New York e altri testi" 2002)

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Buone notizie

Due donne vanno porta a porta a predicare la fine del mondo che si avvicina. Mischiando citazioni di versetti sacri, affermazioni paradossali e luoghi comuni, ripetono la loro verità davanti a un ospite che non vediamo e che ci inquieta. Mesi, forse anni dopo, le due sorelle tornano nello stesso luogo, ma in una situazione radicalmente cambiata. Nel mondo è avvenuto qualcosa di irreparabile e l'ospite probabilmente non è umano.

Prima rappresentazione: Festiva di Todi, 2002
con: Maria Amelia Monti e Ariella Reggio.
Regia di Massimo Navone.

... a colpi di sorriso, nella precisa messa in scena allusiva di Massimo Navone, le svampite pie donne ci introducono ad un terrore che ci riguarda...
(Franco Quadri, La Repubblica , 30 luglio 2002)

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La Repubblica - 30 luglio 2002

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Venditori

Premio Enrico Maria Salerno 1998

Un venditore viene licenziato con uno sporco intrigo del suo direttore, impegnato nel piano di ristrutturazione dell'azienda. A sua volta il direttore viene licenziato dall'amministratore delegato perchè, pur eseguendo fedelmente gli ordini, ha licenziato troppo e ormai è inviso alla forza-vendita. In una notte di deliri chimici, dove i sogni prendono la consistenza della realtà, un'autostoppista si erge a rappresentante delle consumatrici e licenzia in tronco l'amministratore delegato.

Prima rappresentazione: Festival di Benevento, 1999
con: Toni Bertorelli, Marilù Prato, Mauro Mandolini, Barbara Chiesa, Mario Sala, Stefano Abbati.
Regia di Toni Bertorelli

... La trovata vincente sta nel mischiare alla facciata pubblica tecnicamente spietata una visione privata che la contraddice tra smash tennistici col telefonini, vocazioni operettistiche, mogli fedifraghe e manager travestiti, nonché orgasmi sadomaso su parole d'ordine commerciali...
(Franco Quadri, La Repubblica , 13 settembre 1999)

... una catena di catastrofi che si snodano ritmate da un esilarante linguaggio di categoria, tra cellulari che squillano e cinci superazionisti teutonici...
(Magda Poli, Il Corriere della sera, 29 ottobre 1999)

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La Repubblica - 13 settembre 1999

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L'uomo della mia vita

Un ragazzo racconta dal futuro la notte in cui è stato concepito, che è poi la notte in cui i suoi genitori si sono incontrati, amati e odiati per la prima volta. Lei è una borghese new age estroversa e logorrica. Lui un proletario astioso e taciturno. Non ci fosse il ragazzo a testimoniarlo, nessuno scommetterebbe sull'esito positivo del loro incontro.

Prima rappresentazione: Teatro Paioli di Roma, 1999
con: Maria Amelia Monti, Gigio Alberti, Mario Sala.
Regia di Edoardo Erba

C'è sempre un elemento stravolgente a conferire un tocco avvenieristico alle acute riflessioni sulla contemporaneità scritte da Edoardo Erba...
(Franco Quadri, La Repubblica , 10 Maggio 1999)

Se si fosse dato un nomme de plume americano invece di chiamarsi con un nome sfacciatamente padano, di Edoardo Erba si sarebbe detto ieri ecco il nuovo Allen, e oggi ecco il nuovo Mamet.
(Ugo Ronfani, Il Giorno , 14 Maggio 1999)

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Il Giorno - 14 maggio 1999

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Vaiolo

Un archeologo e un professore si incontrano su un palcoscenico ben conservato, ultimo ritrovamento di una civiltà del futuro che ha dimenticato cos'è il Teatro. La riflessione del professore, logicissima, fa luce sul problema: il Teatro era una sorta di ospedale dove si curava una malattia ormai estinta, il vaiolo.

Prima rappresentazione: Teatro Argot di Roma, 1998
con: Massimiliano Franciosa, Lorenzo Gioielli, Blas Roca Rey, Sabrina Knaflitz

Merita un bel concorso di pubblico, merita di diventare un avvenimento teatrale di culto ma nel senso più popolare e demolitore che ci sia. Merita davvero di essere eletto a piccola enciclopedia tascabile della Morte del Teatro...
(Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica , 16 Gennaio 1998)

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La Repubblica - 16 gennaio 1998

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Vizio di Famiglia

Premio Bignami Riccione 1993

Delusa da esperienze sentimentali negative, una donna decide di affittare una famiglia per passarci le vacanze. Entra in un'agenzia dove un abile venditore riesce a darle in affitto una famiglia normalmente orribile. Dopo un giorno di permanenza in casa la poveretta chiede all'agente di chiudere il contratto. Ma ormai non si può più, perchè nell'entusiasmo di compilare il prestampato, la donna ha firmato per dieci anni.

Prima rappresentazione: Teatro comunale di Cervia, 1995
con: Ivano Marescotti, Anna Meacci, Daniele Trambusti, Silvana Bosi, Lara Ruschetti.
Regia di Giampiero Solari

... Edoardo Erba possiede uno sguardo solo in apparenza leggero e morbido sul mondo, un approccio attento, ironico , divertito sulla vita e una scrittura alla ricerca costante di musicalità e ritmo...
(Magda Poli, Il Corriere della sera , 3 dicembre 1996)

...colpisce per la sua capacità satirica, il ritmo incalzante delle situazioni, l'abilità di evocare umoristiche catastrofi e la capacità di collegare gli archetipi della commedia brillante (Simon, Coward) ai modi del ridere e dell'irridere del nostro tempo...
(Ugo Ronfani, Il Giorno , 6 dicembre 1996)

...Un copione dal surrealismo grottesco, divertente e intrigante per malanni e delusioni e vizi visti in chiave moderna...
(Odoardo Bertani, L'Avvenire , 4 dicembre 1996)

...Edoardo Erba colpisce con battute a raffica lo sfascio della famiglia di fine secolo..
(Franco Quadri, La Repubblica , 19 dicembre 1996)

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Il Corriere della Sera - 3 dicembre 1996
Il Giorno - 6 dicembre 1996

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Maratona di New York

Premio Candoni 1992

Due amici si allenano per partecipare alla Maratona di New York. Ma è una strana notte e uno dei due non riconosce il percorso, nè ricorda come è arrivato lì. Scoprirà di aver avuto un incidente stradale e di essere in coma.

Prima rappresentazione: Teatro Due di Parma, 1993
con: Luca Zingaretti e Bruno Armando.
Regia di Edoardo Erba

Da vedere. Assolutamente da non perdere quest'ora di teatro con due attori che per tutto il tempo recitano e corrono... questo testo che cita e polverizza in estenuanti falcate i massimi sistemi...
(Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 25 febbraio 1993)

L'inglese David Storney avrebbe inidiato a Edoardo Erba l'idea che sta alla base di Maratona di New York... il fascino stordente, noto ai primitivi, della scansione ritmica senza variazioni, qui data dal passo cadenzato dei maratoneti...
(Masolino d'Amico, La Stampa , 24 febbraio 93)

... qui sta la forza di questo piccolo, misurato, e ben articolato testo di Erba: nello scarto poetico che propone in prospettiva, senza insistere in alcun manierismo o caduta sentimentale...
(Paolo Petroni, Il Corriere della sera , 1 marzo 1993)

... dotato di grande fascino teatrale, arriva fino a una sorta di iperrealismo che sfuma nell'astrazione...
(Dante Cappelletti, Il Tempo, 11 gennaio 94)

E' un gioiello di giustezza psicologica, di surrealtà quotidiana, di rigore logico applicato ai tempi della finzione teatrale...
(Ugo Ronfani, Il Giorno , 25 febbraio 94)

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Il Corriere della Sera - 8 maggio 2006
La Repubblica - 25 febbraio 1993
La Stampa - 24 febbraio 1993

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Tessuti umani

Durante un'autopsia, il morto si alza e comincia a parlare col dottore e con la dattilografa. Non ha la minima idea di chi fosse quand'era in vita e chiede spiegazioni.

Prima rappresentazione: Teatro Franco Parenti di Milano, 1992
con: Dario D'Ambrosi, Flavio Bonacci, Gianna Coletti.
Regia di Edoardo Erba

... Tessuti umani, storia sinistra e strana, ha sconcertato e colpito allo stomaco....
(Magda Poli, Il Corriere della sera , 12 Maggio 92)

... Giocata sui toni dello humor nero, la vicenda è condotta con ritmo e non è priva di momenti esilaranti...
(Stefania Grassini, Il Giornale, 13 maggio 92)

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Curva Cieca

La drammatica storia d'amore e di droga di Achille Varzi, pilota di formula uno e rivale storico di Tazio Nuvolari.

Prima rappresentazione: Festival delle Ville Tuscolane di Frascati, 1992
con: Pamela Villoresi, Franco Castellano, Bruno Armando, Mario Sala, Susanna Marcomeni, Sabina Vannucchi, Edoardo Erba.
Regia di Pamela Villoresi

Una storia d'amore abilmente costruita sui risvolti privati... (Paolo Petroni, Il Corriere della sera , 28 luglio 92)

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Il Corriere della Sera - 28 luglio 1992

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Porco Selvatico

Un uomo entra in un bar e si accorge che al posto del lampadario c'è un tizio appeso. Animato da buoni sentimenti, l'uomo vorrebbe liberare il poveretto, ma il barista e la sua donna - che forse sono gli aguzzini forse le vittime della situazione - lo confondono al punto che alla fine sarà proprio lui ad ammazzarlo.

Prima rappresentazione: Stages Theatre di Los Angeles, 1991
con: Grace Zabrinsky, Paul Verdier, Paul Skemp, John Walcutt. Regia di Paul Verdier.
Traduzione inglese di Paul Verdier e Alessandra Coli.

... This is an enlightening and thoroughly by entertaining night at the theatre. By all means go see if you can...
(Critic's Choice. Dai Kornberg, Drama-Logue 28 Febbraio-6 Marzo 1991)

... Erba's ominously funny and disturbing tale is an existential close encounter, a confrontation with the savage heart of darkness that lurks deep in the repressed recesses of our civilized soul...
(Clifford Gallo, Reader, 1 Marzo 1991)

... In spite of its abstractions and flaws Porco Selvatico succeds because its point - that each of us is capable of far more evil than we thought possible - has so much terrifyng truthturstyurs...
(Deborah Klugman, Village Voice, 1-7 Marzo 1991)

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La notte di Picasso

Due ricoverati si trovano ogni notte nel corridoio di un manicomio per scrivere un film. Da anni però il lavoro si è arenato sul modesto particolare di una scena secondaria. In una notte di furore creativo, dopo aver fondato l'arte del prossimo millennio, uno dei due si rende conto di essere il Messia.

Prima rappresentazione: Teatro Villa Razzini di Roma, 1990
con: Bruno Armando e Mario Sala.
Regia di Edoardo Erba

... Tra dialoghi esilaranti, fantasiose elucubrazioni e voli improvvisi nei cieli del possibile, si impone una logica che nella sua indipendenza dai nessi consueti è un vulcano di inventività e di ferrea insesatezza...
(Marco Caporali. L'Unità, 8 maggio 1990)

... Ambientata in uno shock corridor in disuso, piastrellato di maiolica bianca, la piece rivela una straordinaria verve comica..."
(Nico Garrone. La Repubblica, 20 Maggio 1990)

" ... Due matti da slegare con le loro ossessioni al limite fra la follia e la creatività, la tenerezza e la violenza. Idee fantasiose, deliri, insulsaggini esilaranti...

(Il Ridotto, Giugno 1990)

... The mixed sense of fun, perversion and surrealism... All the life is in the mind and the reality is wahtever you choose it to be...
(Sylvie Drake, Los Angeles Times, 29 Gennaio 1991)

... Shade of Backett, Ionesco and Kafka pervade this humorous, well-wrought one-act py Italian playwright Edoardo Erba...
(Reader, 1 Febbraio 1991)

... It's Kafka! It's Kaka with humor...
(Polly Warfield, Drama-Logue, 24-30 Gennaio 91)

... It recalls the humor of Gogol, with the Charm of Italo Calvino and Fellini
(LA Weekly, 1-7 Marzo 1991)

LEGGI LE CRITICHE
Il Corriere della Sera- 15 marzo 1995
L'Unità - 11 marzo 1995

edoardo erba
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Ostruzionismo radicale

Gli ultimi venti minuti del discorso di un parlamentare impegnato da quarantotto ore in una maratona oratoria. Stremato, l'uomo non sa più a quale legge si sta opponendo e delira mischiando idee politiche, bisogni fisici e frammenti di autobiografia.

Prima rappresentazione: Teatro Tenda a striscie di Roma, 1986
con: Claudio Bisio.
Regia di Edoardo Erba

Virtuosismi di scrittura teatrale di sicuro pregio, con un occhio al Beckett dell' Ultimo nastro di Krapp, con quel rovesciare parole e ricordi nel vuoto, con la speranza - neanche troppo evidente - di lasciare comunque un segno in un mondo di generale indifferenza...
(Nicola Fano, L'Unità, 24 settembre 1986)

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